Carbonetti Organi


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La tradizione organaria a Foligno



La tradizione dell'arte organaria nella città di Foligno, risale fin dalla metà del '600. Sono i Cataleni ad aprire la bottega organaria: prima Angelo (n. 1636), poi i suoi due figli, Giovanni Martino (n. 1676) e Domenico (n. 1691). Pochi, purtroppo, sono gli organi costruiti da questi artefici giunti fino a noi. Il piu antico risale al 1700 e fu realizzato da Angelo e Giovanni Martino; esso si trova nella Parrocchiale di San Domenico a Orvieto, ma presenta rilevanti integrazioni e modifiche subite attraverso i secoli. Altra opera del solo Giovanni Martino risale al 1717 e giace, smantellato e accantonato, nella chiesa folignate di San Bartolomeo. Lo strumento meglio conservato è l'organo marchigiano della chiesa di San Paolo a Fiastra, costruito nel 1720 da Giovanni Martino forse in collaborazione con il fratello Domenico.
L'ultimo organo noto, firmato dai due fratelli Cataleni nel 1738, si ha ancora a Foligno, nella chiesa del SS. Crocifisso, ridotto purtoppo in pessime condizioni, essendo stato alterato nel quadro fonico verso la fine dell'800, e più tardi, quasi completamente dapauperato delle canne. La scarsità degli strumenti superstiti non deve far supporre una limitata attività di quella che fu invece, con ogni probabilità, una bottega organaria fiorente.
I Cataleni risultano attivi anche nelle Marche, nei cui territori, accanto alla costruzione di organi (Giovanni Martino aveva realizzato un piccolo organo di 8 registri per la chiesa di San Filippo di Macerata), devono aver svolto una corollaria attività di manutenzione, più o meno ordinaria, di strumenti esistenti.
L'ntenza attività degli organari marchigiani nel corso della seconda metà del '700 ha lasciato tracce cospique a Foligno e in Umbria, attraverso la dinastia dei Fedeli, originari della Rocchetta di Camerino, fino al trasferimento dell'attività a Foligno di Domenico Fedeli, verso la metà dell'800, del quale il figlio Zeno chiude la serie allineandosi completamente entro i nuovi schemi d'importazione transalpina. Nel periodo di transazione, che va dai Cataleni della fine del '600 ai Fedeli della seconda meta dell'800, opera Luigi Galligari di Foligno. Nella sua produzione si annoverano non molti strumenti ma tutti interessanti: dall'organo positivo della basilica inferiore di San Francesco di Assisi che mostra una facciata "ad ala" alla maniera antica, a quello doppio (due tastiere) della chiesa folignate del Suffragio, singolare per l'epoca con un registro originale di ancia orizzontale (alla maniera spagnola) in facciata; all'organo di San Niccolò, su cui si trova applicato un Modo per ben Registrare di mano dell'autore.

(O.B.)


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